La relazione finale sarà pubblicata appena possibile
Chi trovandosi davanti ad un pozzo non ha mai avuto la curiosità di guardarci dentro o magari di buttarci una monetina per esprimere un desiderio nella speranza che si avveri? Probabilmente almeno una volta lo abbiamo fatto tutti.
Ma c’è qualcuno che li ha mai studiati davvero? C’è qualcuno che ha usato il suo tempo per fare dei rilievi e magari documentarli?
E’ questo lo scopo dell’associazione eXplorando che come prima indagine sul territorio mantovano ha scelto il Santuario delle Grazie, dove si trova un bellissimo pozzo, in procinto di essere restaurato, per un’esplorazione a scopo culturale e divulgativo.
Le idee non mancano, ma la strada per arrivare all’esplorazione vera e propria è lunga, bisogna parlarne in Curia, richiedere eventuali autorizzazioni e soprattutto parlare e chiedere il permesso al Rettore del Santuario Mons. Antonio Tassi.
Ecco quindi che armati di telefono passiamo due settimane circa a prendere i contatti con chi di dovere, tutti si dimostrano molto interessati e disposti ad agevolarci i lavori, anche il Rettore, ci dà l’ok per la nostra esplorazione, sembra davvero che i nostri progetti stiano per diventare realtà.
Le tappe successive prevedono un incontro per decidere come operare, la stesura di una relazione con il progetto diviso per fasi e per modalità di attuazione.
Punto focale è il disegno e la realizzazione del ponteggio che dovrà sostenere chi si calerà nel pozzo, ma perchè è necessario il ponteggio?
Innanzi tutto come precauzione per non toccare assolutamente la struttura del pozzo e non rischiare di danneggiarla, e in secondo luogo per la sicurezza di chi effettuerà l’esplorazione al suo interno.
Tutto prende il via nella serata di venerdì 20 ottobre 2006, quando ci si reca sul posto per montare il ponteggio, un paio d’ore e tutto è pronto per il lavoro del giorno dopo.
L’appuntamento è sabato mattina ore 8.00.
Il lavori di rilievo esterni sono portati avanti in mattinata dalla prima squadra e vengono ultimati nel primo pomeriggio, dopo un piccolo intervallo nella pausa pranzo per rifocillarci e per chiarire le ultime fasi dell’intervento, ha inizio il grosso dell’esplorazione: la calata nel pozzo. Chi si assume questo compito è uno speleologo, Mauro, che alle 13.30 si prepara e si cala all’interno della struttura.
Essendo possibili ristagni di anidride carbonica alla base del pozzo, o la presenza di altri gas, la corda di calata, è preparata con un paranco e un discensore che permettono il rapido recupero dall’esterno in caso di incidente.
La discesa viene ripresa dalle nostre telecamere e da quelle della televisione, per documentare ogni momento della fase esplorativa, mentre scende l’operatore schende dà costantemente le descrizioni di quello che incontra, strati di marmo diversi, un mensola, i resti di una vecchia scala di legno e via, giù per una decina di metri, poi si incontra l’acqua…si ritorna su e tutto è pronto per la seconda discesa, con macchina fotografica e telecamera…e soprattutto con la muta, che permetterà di andare nell’acqua.
Il secondo giro è più rilassato, la difficoltà di questa esplorazione stava proprio nell’ignorare quello che si poteva trovare all’interno del pozzo, prima tra tutti, una grande quantità di anidride carbonica data dalla fitta vegetazione di piante infestanti che avrebbe creato “qualche” problema all’esploratore, ma tutto va per il meglio, niente CO2 e l’esplorazione può continuare in scioltezza.
La parte interna del pozzo viene ripulita da sterpaglie, da detriti e dalla terra che ricopriva la mensola di marmo trovata che viene anche lavata con acqua per poterne osservare i particolari. I detriti raccolti vengono vagliati per verificare la presenza di oggetti di particolare interesse. Vengono recuperati alcuni particolari in metallo, una moneta e un frammento di osso. Maggiori informazioni sui reperti saranno possibili dopo le doverose analisi.
Per concludere una bella pulita esterna al pozzo, e la soddisfazione del Rettore del Santuario, che ci ricompensa dell’intensa giornata di lavoro.
Ora, dopo l’esplorazione e i rilievi effettuati arriva l’ultima fase, quella della divulgazione, una breve relazione, per spiegare quello che si è tanto cercato e lasciarlo ai posteri…ma questo è stato solo il primo pozzo: l’esplorazione continua…
Barbara Dentis
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