Nome : Joint Action
Date: dal 13 al 15 Ottobre
Luogo: Pian del Tivano, Como
Grotta: Ingresso Fornitori
Coordiantore: Roberto Corti Delegato IX Zona Lombardia
Curioso il nome di questa esercitazione, “Joint Action”, “Azione Congiunta”, perchè?
Normalmente il CNSAS organizza esercitazioni a carattere Nazionale coordiante dal Responsabile Nazionale, a cui partecipano Tecnici da tutta Italia ed esercitazioni locali, organizzate dalle singole Zone e coordiante dai relativi delegati che coinvolgono solamente i tecnici di quella zona. Questa esercitazione è stata chiamata Joint Action, azione congiunta, perchè, pur essendo una esercitazione della IX zona Lombardia, è stata ”allargata” ponendosi come primario obiettivo la gestione del lavoro congiunto di entità diverse.
La prima entità esterna coinvolta è stata la Protezione Civile e precisamente il Gruppo Interegionale di Protezione Civile – Cerro Maggiore – San Vittore Olona – Rescoldina che ha provveduto all’allestimento del campo base in prossimità dell’ingresso della grotta, alla preparazione dei pasti per tutti i partecipanti all’esercitazione, alla organizzazione della logistica esterna comprendente il controllo degli ingressi al campo, delle presenze e il trasporto all’ingresso della grotta e i servizi vari.
Detta così sembra banale, ma non lo è! Un campo speleo è normalmente un’organizzazione anarchica, forse perchè questa è la libertà che gli speleo cercano, un campo speleo per una esercitazione del CNSAS è anche questo un campo anarchico: tende sparse ovunque sul prato e non solo, gente che dorme dove capita…. ma sotto questa apparente anarchia , c’è una precisa e rispettata organizzazione gerarchica che fa funzionare l’apparato tecnico del soccorso in grotta come un meccanismo integrato e collaudato. D’altro canto, un campo della Protezione Civile è qualcosa di molto simile ad un campo militare, tutto ordianto, tutto transennato, tutto al posto giusto, persone in divisa che fanno riferimento ai relativi responsabili turni di courvet, piantone all’ingresso e piantone notturno.
Prevedere come si sarebbero integrate le due strutture non era possibile, meglio provare.
Sempre quali entità esterne, sono stati invitate a partecipare all’esercitazione Tecnici di altre delegazioni e precisamente:
- XII Zona Emilia ROmagna
- VI Zona Veneto Trentino Alto Adige
- I Zona Piemonte Valle d’Aosta
- XII Zona Liguria
10 tecnici hanno accettato l’invito, tra di loro anche Antonio Bileddo, Delegato (il capo) della IV zona. Qui l’obiettivo era l’integrazione. Conoscere e farci conoscere, lavorare insieme a persone che non si conoscono e permettere loro di vedere come lavora la IX Zona Lombardia.
L’esercitazione prevede la simulazione del recupero di un ferito nella parte alta della sala “Armagheddon” a 260 metri di profondita e circa 1200 metri di distanza dall’ingresso. 1200 metri in cui si alternano 16 pozzi, stretti cunicoli, franate e un laminatorio 3×0.50×50 + 3×0.50×20 (due tratti da 50 e da 20 metri, larghi 3 metri e alti appena 50 centimetri uniti da una piccola saletta dove i più bassi riescono persino ad alzarsi in piedi).
Le Operazioni
Venerdi trascorre mentre i ragazzi della Protezione Civile montano e sistemano il campo. I primi tecnici del CNSAS tra cui il Delegato Roberto Corti, il capo squadra Paolo Cappelli e altri responsabili, arrivano alla sera e trovano un ottimo pasto caldo. Le prime impressioni sono si stupore per l’organizzazione della PC: Tenda mensa con 60 posti a sedere, cucina, bagni con docce calde, generatore elettrici, sbarra di ingresso con controllo, parcheggio per mezzi di servizio, parcheggio per mezzi privati, cinque torri con una quindicina di fari elettrici illuminavano l’intero campo.
Nelle prime ore di sabato, i Tecnici del CNSAS con i mezzi di servizio ed i matariali neccessari, raggiungono il campo e iniziano le vere e proprie operazioni di competenza. Vengono montate la tenda di comando, la tenda magazzino materiali e la tenda dormitorio per coloro che non dormiranno nella tendina personale. Dopo una breve riunione in cui vengono esposte le linee guida dell’esercitazione, la prima squadra, quella di primo intervento, entra in grotta e raggiunge in circa due ore il ferito alla sale dell’Armageddon a -260. Contemporaneamente una seconda squadra stende la linea telefonica dalla tenda comando al fondo della grotta, mentre altri tecnici sistemano le lunghe antenne del Geotelefono, una specie di radio che permette di comunicare con una stazione remota situata nel sottosuolo. Questo strumento è indispensabile per fare comunicare all’esterno la squadra di primo intervento in quando, normalmente, questa raggiunge il ferito molto tempo prima che la linea telefoncia sia completamente disponibile.
Dall’esterno nel frattempo, viene coordianto l’ingresso delle squadre successive che dovranno armare i vari tratti di grotta in modo da permettere il recupero della barella fino all’ingresso.
Le operazioni procedono per tutta la giornata di sabato e per tutta la notte. Le squadre si alternano, la seconda entra in grotta alle 2 di notte, la terza verso le 6 della mattina. La barella viaggia senza intoppi tra strettoie, salti in salita e in discesa, scivoli inclinati, sempre accompagnata e assicurata dai tecnici del soccorso e della squadra medica che hanno attrezzato le teleferiche, i recuperi in contrappeso, i trasporti in strettoia per consentire un efficace e sicuro recupero lungo tutto il tragitto.
Domenica mattina arriva lo stop: fine delle operazioni. Tutti gli uomini e le donne, presenti in grotta raggiungono l’ingresso e quindi il campo base. Dopo essersi tolti i fangosi indumenti e le attrezzature da grotta, ci si incontra per una nuova riunione, per fare il punto su quanto avvenuto e per discutere i problemi incontrati. E’ già mezzogiorno e l’esercitazione si concluderà nel pomeriggio dopo il pranzo fianle con tutti i ragazzi della PC.
Nell’ ambito di questa esercitazione ha operato anche una squadra speciale, quella della scuola che nel corso del 2005 ha formato 4 nuovi OSS. Tre allievi, un istruttore e il rasponsabile della scuola hanno formato una squadra a se stante con compiti operativi e di verifica.
Il primo intervento è sabato mattina e consiste nella sostituzione di armo di progressione. E’ eseguito dai tre allievi senza alcun problema.
Appena terminata la sostituzione vengono richieste due nuove batterie per i trapani, carburo e acqua al fondo, due allievi si occupano del rifornimento scendendo verso il fondo della grotta. Durante la risalita vengono raggiunti dal terzo allievo e dagli istruttori per la verifica di fine corso. L’esame consiste nell’armo di un pozzo e nel successivo recupero della barella. Il pozzo non è dei più semplici con un centro pozzo molto esposto e aereo. Viene attrezzato con una manovra chiamata “contrappeso con uscita in stendipanni”, una elegante unione di due manovre, correttamente eseguita dagli esaminati con piena soddisfazione del direttore della scuola. Terminata la verifica gli allievi passano di supporto alle squadre presenti in grotta per completare il recupero.
COMMENTI
La collaborazione con la Protezione Civile è stata un pieno successo. Massima soddisfazione da parte di tutti gli speleologi per il cortese e ottimo servizio fornito, ottimi pranzi e piena disponibilità per un pasto caldo a qualunque ora del giorno e della notte. Anche l’indole anarchica degli speleologi è stata messa da parte e il comportamento più che civile, ha permesso una piena collaborazione tra le parti.
Il lavoro congiunto con i tecnici delle altre Zone non ha creato alcun problema, ottima collaborazione e piena integrazione.
I problemi incontrati (e gli errori compiuti) durante il recupero e durante tutta l’esercitazione sono stati discussi nella riunione finale nell’ottica di un continuo miglioramento delle tecniche di recupero e delle prestazioni dei singoli tecnici.
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